Data integration open per Primeur

Il contratto come metafora per rivoluzionare la data integration

 

La data integration offre un modo per consolidare i dati da più fonti, acquisire nuove conoscenze da diversi tipi di dati e condurre le aziende a pieno titolo nell’era del business digitale. Primeur ha fatto della gestione del dato e dell’integrazione la propria mission da oltre 30 anni, partendo dall’MFT per arrivare all’event-driven data integration approach di oggi.

«Una buona data integration può aprire la strada a benefici di lungo termine per le imprese: migliorare la competitività nel mercato digitale, abilitare l’introduzione dell’intelligenza artificiale e di altre tecnologie avanzate: IoT, blockchain e altro ancora» – dice Stefano Musso, CEO di Primeur.

L’idea innovativa di Primeur è quella di non porsi necessariamente come fornitore unico di soluzioni IT, né come integratore di singole applicazioni, bensì come garante unico dell’integrazione dei dati fra tutte le possibili e diverse applicazioni di un’azienda, gestendo il problema dei famosi silos di dati e della duplicazione di informazioni all’interno delle architetture, consentendo il riuso di applicazioni già esistenti in azienda.

Nella data integration è fondamentale la visione E2E (dai produttori ai consumatori) dei dati che sono coinvolti nei processi d’integrazione, che deve essere possibile a due livelli: “top vision”, la visione della business logic che riguarda gli end-user e “technical vision” per i dettagli tecnologici. Per ottenere questo, senza incorrere in rischiose soluzioni di continuità, Primeur ha utilizzato uno dei fondamenti giuridico-economici della nostra società: il contratto, cioè l’accordo tra due o più parti per costituire, regolare o estinguere tra loro un rapporto giuridico.

Nella visione tecnologica di Primeur, il contratto definisce l’insieme di regole in base alle quali utenti, applicazioni e sistemi devono relazionarsi fra loro, disegnando le logiche di workflow sia a livello business, sia di dettaglio tecnico per il trasferimento, la trasformazione e l’uso dei dati necessari a far funzionare le aziende e a dare al business una visione realistica e aggiornata di ciò che accade, per consentirgli di prendere decisioni tempestive e consapevoli.

Avere a disposizione un catalogo di “template” (contratti), che prevedono ogni tipo di evento o azione per i quasi infiniti use case e che sono solo da compilare e adattare alle specificità di ogni azienda, rende l’integrazione dei dati rapida, semplice ed eseguibile da ogni tipo di utente e permette di creare un unico punto di interlocuzione, a garanzia che tutto si svolga correttamente e che ogni problema sia tracciato con rapidità.

Primeur Ghibli Next, la data integration platform di Primeur, fa esattamente questo: integra i dati provenienti da fonti eterogenee, senza modificare o interferire con le applicazioni.

«L’idea del contratto, che rappresenta il cuore della piattaforma, consente a Primeur Ghibli Next di essere open rispetto a tutte le tecnologie e i modelli di deploy in essere in un’azienda e di avere una visione dei flussi dei dati e dei processi di loro elaborazione sia a livello di business logic sia di dettaglio tecnologico – ribadisce Musso – e Primeur Data Watcher, soluzione di E2E data governance unica nel suo genere, ne rafforza ulteriormente le potenzialità, offrendo una visibilità end-to-end dei dati che fluiscono all’interno di un’azienda, senza  nessuna limitazione dovuta all’eterogeneità dei sistemi e delle applicazioni».